Osservatorio sulla componentistica automotive italiana

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Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità 2026

Sono 2.110 le imprese italiane della componentistica, producono 53,5 miliardi di fatturato e occupano 166mila addetti. Il 2025 si chiude in contrazione a livello nazionale e ancor più a livello piemontese. Segnali di decelerazione per le attività di innovazione, negative le previsioni per l’anno in corso.

Presentati oggi a Palazzo Birago i dati dell’edizione 2026 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, indagine realizzata ogni anno dalla Camera di commercio di Torino e da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica).

“Il 2025 ha confermato le difficoltà che la filiera automotive sta affrontando in una fase di profonda trasformazione del settore, segnata dall’instabilità dei mercati, dalle tensioni internazionali, dal rallentamento della domanda e dalle incertezze legate alla transizione: un panorama che inevitabilmente scoraggia nuovi investimenti e scelte strategiche – spiega Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Il Piemonte mantiene il proprio ruolo strategico come principale polo italiano della componentistica, alla guida di una filiera che, nonostante l’attuale fase complessa, conserva competenze, capacità innovative, vocazione internazionale e competitività”.

“Nel 2025 la componentistica ha risentito del tracollo della produzione nazionale di autoveicoli, a -19,9%, dei cambiamenti di strategia delle Case auto e del rapido ingresso dei Costruttori cinesi in UE – afferma Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Il saldo della bilancia commerciale è rimasto positivo per 7,36 mld di euro, con un valore dell’export (24,7 mld di euro) a +0,3% sul 2024 e un posizionamento della Cina come secondo Paese di origine delle importazioni (quota: 10%). In fatto di decarbonizzazione, confidiamo che l’UE arrivi presto a garantire una neutralità tecnologica ‘made in Europe’ a salvaguardia della competitività e della capacità produttiva della filiera automotive europea, messe a rischio da politiche industriali e commerciali aggressive in Paesi terzi”.

Il contesto internazionale 2025-2026

Nel 2025 l’economia mondiale ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese, con una crescita del PIL globale del 3,5%: il progressivo rallentamento dell’inflazione ha favorito il recupero dei redditi reali e l’allentamento delle condizioni finanziarie, mentre il commercio internazionale ha mantenuto una dinamica sostenuta, anche grazie all’anticipazione degli scambi in vista dell’introduzione di nuovi dazi. In questo contesto, nel 2025 la domanda mondiale di autoveicoli ha raggiunto 99,5 milioni di unità, in crescita del 4,6% rispetto al 2024. Si conferma il progressivo spostamento del baricentro del mercato automobilistico mondiale verso l’Asia, ancora trainato dalla Cina (+9,2%), che rappresenta ormai oltre un terzo della domanda globale, e dall’India (+6,5%). Più contenute le dinamiche in Nord America (+2,1%) e Giappone (+3,2%), mentre l’Europa, allargata ad EFTA e Regno Unito, registra una lieve flessione (-0,7%). Nel complesso, l’area Asia-Pacifico concentra il 51% della domanda mondiale, con oltre 50,7 milioni di autoveicoli venduti.

Le prospettive per il 2026 indicano tuttavia un rallentamento del mercato globale, con vendite attese al di sotto dei 97 milioni di unità (-2,5% rispetto al 2025), principalmente per effetto dell’indebolimento della domanda cinese e delle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali. In Italia, il mercato degli autoveicoli ha chiuso il 2025 a 1,75 milioni di unità (-2,6%), un livello ancora inferiore del 18,1% rispetto al 2019. Per il 2026, ANFIA prevede una ripresa delle immatricolazioni, che dovrebbero raggiungere 1,89 milioni di unità (+8,3%).

Sul fronte produttivo nel 2025 la produzione mondiale di autoveicoli ha superato i 96 milioni di unità (+3,2% rispetto al 2024), sostenuta soprattutto dall’espansione dell’industria cinese. Con 34,8 milioni di veicoli prodotti, la Cina concentra il 36,2% della produzione globale, consolidando ulteriormente la propria leadership (+10,2%). In crescita anche il Giappone (+2,1%), mentre arretrano il Nord America (-3,6%) e l’area UE-EFTA-UK
(-1,4%). Per il 2026 si prevede una contrazione dei volumi mondiali a 93,2 milioni di unità (-3%): i lievi incrementi produttivi attesi in Europa, Giappone e India non saranno sufficienti a compensare le flessioni previste in Cina e Nord America.

L’industria automotive italiana nel 2025 ha registrato un’ulteriore contrazione della produzione domestica, scesa a circa 473 mila autoveicoli (-19,9%). Per il 2026, le stime ANFIA indicano un possibile recupero a oltre 520 mila unità (+11,2%), pur su livelli ancora significativamente inferiori a quelli degli anni precedenti.

L’Osservatorio – Edizione 2026

L’universo di riferimento dell’Osservatorio è costituito da 2.110 imprese con sede legale in Italia, tra cui gli integratori di sistemi e i fornitori di moduli, gli specialisti, compreso l’aftermarket, i subfornitori, incluse le attività delle lavorazioni, e le imprese di Engineering & Design.

LA FILIERA NEL 2026

ITALIA

Queste imprese nel 2025 hanno generato complessivamente un fatturato automotive di circa 53,5 miliardi di euro e occupato circa 166.800 addetti.

Rispetto al 2024, il fatturato ha registrato una flessione del -3,0%, con riduzioni che hanno interessato quasi tutte le categorie, e in misura significativa i subfornitori delle lavorazioni e i fornitori di moduli e sistemi. Per gli specialisti dell’aftermarket, dopo la crescita registrata lo scorso anno, si è manifestato qualche segnale di difficoltà (-0,3%). In controtendenza si sono collocati esclusivamente gli specialisti del motorsport (+4,2%).

Anche l’occupazione ha evidenziato una contrazione (-2,3%). Le diminuzioni più marcate hanno riguardato i fornitori di moduli e sistemi, gli specialisti e i subfornitori, mentre sono risultate più contenute per le altre categorie. Anche sotto il profilo occupazionale gli specialisti del motorsport rappresentano l’unica categoria in crescita, con un incremento del +1,4%.

PIEMONTE

Nel 2025 in Piemonte sono 734 le sedi d’impresa della componentistica automotive, il 34,8% del totale nazionale. La regione conferma il suo primato, collocandosi al primo posto in Italia per rappresentatività delle imprese del settore, seguita dalla Lombardia (il 26,9%) e dall’Emilia- Romagna (il 10,3%).

Nel complesso, la filiera piemontese nel 2025 ha generato un fatturato di quasi 18,8 miliardi di euro (il 35,0% nazionale), e qui hanno trovato impiego circa 60.500 addetti. Rispetto al 2024, si è registrato un calo dei ricavi prodotti pari al -4,6%, flessione che ha interessato anche l’occupazione, dove la diminuzione è stata pari al -3,5%.

La contrazione del fatturato ha riguardato con particolare evidenza la categoria dei subfornitori, soprattutto quelli delle lavorazioni. Calano più o meno intensamente anche tutte le altre categorie, fatta eccezione per gli specialisti aftermarket (+1,8% rispetto al 2024). Il dato sugli addetti ha registrato una riduzione del -3,5%, più severa di quella rilevata in Italia, da imputare principalmente al segmento dei sistemisti e modulisti, dove converge circa un terzo della forza lavoro impiegata dalle imprese della filiera piemontese. Il calo è stato importante anche tra gli specialisti, i subfornitori e le attività delle lavorazioni.

Previsioni 2026

Sulla base dei dati raccolti nel periodo luglio-settembre 2026, il quadro previsionale della componentistica automotive resta sfavorevole e improntato alla prudenza, ma con tinte meno fosche rispetto alle aspettative che un anno prima le imprese avevano formulato per il 2025. Pur permanendo saldi negativi per tutti i principali indicatori, l’intensità del pessimismo si attenua, soprattutto sul fronte del fatturato, dell’occupazione e degli ordinativi esteri.

Nel complesso, le imprese che prevedono per il 2026 una contrazione del fatturato (il 42%) hanno superato quelle che hanno attese di crescita (il 33%, con un conseguente saldo del
–9%. Analogamente, le attese sugli ordinativi interni rimangono sfavorevoli (saldo -10%), ma è migliore il quadro per gli ordinativi dall’estero (-4%). Le previsioni sul fronte occupazionale in termini di ore lavorate si mantengono complessivamente negative (saldo del -7%), così come per gli investimenti fissi lordi permane la cautela (saldo -8%).

In Piemonte si registrano previsioni peggiori rispetto all’insieme delle imprese italiane per tutti gli indicatori economici, in particolare per quanto riguarda il fatturato (con un saldo pari a -19%) e l’occupazione in termini di ore lavorate (-22%).

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