È uscito il numero 1/2026 di Piemonte Economy, dedicato a cultura e turismo

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Il nuovo numero cartaceo di Piemonte Economy (Anno I, n. 1, giugno 2026) racconta una regione che mette in movimento cultura, imprese e territori. Sotto il coordinamento editoriale di Cristina Seymandi, la rivista approfondisce le nuove geografie del turismo piemontese attraverso interviste, analisi e testimonianze.

Dopo il numero zero che ha segnato l’avvio del progetto editoriale, Piemonte Economy torna con la prima uscita ufficiale del 2026. Il titolo di copertina, La cultura in movimento. Territori, imprese e nuove geografie del turismo, sintetizza il filo conduttore della pubblicazione: la capacità del Piemonte di trasformare il proprio patrimonio culturale, industriale, paesaggistico ed enogastronomico in una leva di sviluppo contemporanea.

Il nuovo numero della testata territoriale del network Italia Economy nasce sotto il coordinamento editoriale di Cristina Seymandi, che guida il racconto dell’economia piemontese attraverso il confronto con imprese, istituzioni, università e protagonisti del territorio. Un lavoro volto a restituire una rappresentazione articolata della regione, mettendo in relazione le sue radici con le trasformazioni che stanno ridefinendo turismo, cultura e competitività.

Nel suo editoriale Piemonte, sfida di sistema, Cristina Seymandi descrive la transizione di un territorio che, dopo essere stato a lungo identificato con il motore industriale del Paese, ha saputo compiere una profonda metamorfosi culturale. Torino, le Langhe, il Roero, il Monferrato, le vallate alpine e i distretti manifatturieri sono chiamati oggi a superare la frammentazione e a costruire un ecosistema più accessibile, digitalizzato e interconnesso. La vera sfida non è soltanto attrarre un numero maggiore di visitatori, ma tradurre l’identità piemontese in un modello di crescita capace di unire qualità della vita, cultura e sviluppo economico.

Le nuove traiettorie del turismo e della cultura

La sezione dedicata agli scenari si apre con l’analisi nazionale di Giulia Baglini, che approfondisce le strategie di crescita dei comparti culturale e turistico. La giornalista concentra poi l’attenzione sul modello Piemonte, esaminando il rapporto tra patrimonio e territorio e la capacità regionale di far dialogare tradizione, innovazione e attrattività.

Il cuore territoriale della rivista propone un viaggio tra musei, musica, arte contemporanea, cinema, agricoltura, vino e promozione turistica. La copertina è dedicata al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, simbolo della storia industriale piemontese e, al tempo stesso, spazio culturale proiettato verso il futuro della mobilità. Il presidente Benedetto Camerana, intervistato da Luca Indemini, racconta infatti l’evoluzione di un’istituzione che non vuole essere soltanto luogo della memoria, ma anche spazio di cultura contemporanea e di confronto sulle trasformazioni del settore.

Silvio Carletto, presidente del CdA di Visit Piemonte, dialoga con Simona Savoldi sul percorso che ha permesso alla regione di consolidarsi come destinazione turistica riconoscibile. Dai Giochi olimpici di Torino 2006 ai paesaggi vitivinicoli UNESCO, fino ai grandi appuntamenti sportivi, emerge un Piemonte orientato verso un turismo slow, internazionale e di qualità.

Ampio spazio è riservato alla capacità degli eventi di generare attrattività e ricadute economiche. Maurizio Vitale, presidente di Kappa FuturFestival, intervistato da Cristina Seymandi, spiega come la musica possa diventare un motore di turismo e cultura, proiettando Torino all’interno dei circuiti internazionali e attivando un indotto diffuso sul territorio.

Il legame tra paesaggio, impresa e identità emerge nell’intervista di Cristina Seymandi a Roberta Ceretto di Ceretto Aziende Vitivinicole. Il racconto attraversa le Langhe e mostra come la tutela della bellezza, l’arte e la produzione vitivinicola possano convergere in un modello imprenditoriale capace di custodire il territorio e, allo stesso tempo, innovarne la narrazione.

Con Lorenzo Germak di Paratissima, Cristina Seymandi approfondisce invece il ruolo dell’arte contemporanea nei processi di rigenerazione urbana. L’esperienza di Paratissima dimostra come la cultura possa riattivare luoghi, avvicinare nuovi pubblici e offrire opportunità agli artisti emergenti.

Licia Mattioli, presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, racconta a Simona Savoldi il valore della collaborazione tra imprese e istituzioni nella tutela del patrimonio. La cultura diventa così un terreno di responsabilità condivisa e uno strumento per rafforzare il legame tra sistema produttivo e comunità.

Il rapporto tra turismo ed economia reale è al centro dell’intervista di Cristina Seymandi a Giovanni Genovesio di CNA Piemonte, dedicata alle opportunità per le piccole e medie imprese e alla necessità di costruire filiere capaci di distribuire il valore generato dai flussi turistici.

Il cinema rappresenta un’altra importante leva di promozione territoriale. Paolo Manera, direttore di Film Commission Torino Piemonte, intervistato da Luca Indemini, illustra l’impatto delle produzioni audiovisive sull’economia locale e la capacità di film e serie televisive di trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili.

Cristina Seymandi incontra inoltre Marco Devecchi, presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino, per approfondire il rapporto tra identità rurale, sostenibilità e innovazione. Le eccellenze agroalimentari, i paesaggi storici e realtà come Vezzolano diventano laboratori per un turismo culturale, esperienziale e consapevole.

Chiude il percorso territoriale l’intervista firmata da Cristina Seymandi e Irene Canziani a Nadia Campaniello, professoressa associata dell’Università di Torino. Al centro, il progetto AI for MUSE e l’applicazione I-MUSE, nati per rendere i musei più accessibili, sostenibili e coinvolgenti attraverso strumenti di intelligenza artificiale, senza sostituire il ruolo centrale delle opere e delle competenze curatoriali.

Le voci dell’economia e dell’ospitalità

La sezione Agenda Italia amplia lo sguardo alle trasformazioni che interessano logistica, turismo e Made in Italy. Andrea Zannoni ed Emanuele Cesari di Toyota Material Handling Italia, approfondiscono l’evoluzione della logistica tra automazione, sostenibilità e nuove competenze.

Guido Della Frera di GDF Group dialoga con Paul Renda sui cambiamenti della domanda internazionale nel turismo premium, mentre Antonello Sanna di SCM SIM, intervistato da Gaia Polloni, affronta il tema della protezione e della valorizzazione delle imprese familiari. Annamaria Ruffini di Events In&Out, analizza invece il contributo degli eventi alla competitività turistica e alla promozione del Made in Italy.

Le nuove forme dell’ospitalità sono raccontate da Ursula Mahlknecht Pizzinini di Aman Rosa Alpina, Gabriele Burgio di Alpitour World, Marco Gilardi di Minor Hotels Europe & Americas e Vito Spalluto di 7Pines Resort Sardinia. A queste prospettive si affiancano le riflessioni di Elisabetta Faggiana di Unexpected Italy sul turismo autentico, di Francesco Vena di Amaro Lucano sul rapporto tra tradizione ed evoluzione e di Paolo De Nadai di WeRoad sul valore delle community nelle nuove esperienze di viaggio.

Il futuro dell’impresa è umano

In questo numero prende inoltre avvio il dossier Il futuro è umano, dedicato ai temi HR e al capitale umano, con approfondimenti su competenze, leadership, management, modelli organizzativi e nuove sfide del lavoro.

Paul Renda, Founder e Ceo di Miller Group, introduce la riflessione sull’“impresa aumentata”, evidenziando come il prossimo vantaggio competitivo non dipenderà soltanto dalle tecnologie adottate, ma dalla capacità delle persone di utilizzarle per decidere, apprendere e generare valore. Andrea Galimberti di Factorial analizza la crisi silenziosa del management europeo, mentre l’intervista a Eduardo Montefusco di FitActive approfondisce le condizioni che consentono alle PMI di crescere e rendere scalabile il proprio modello.

Un Piemonte che mette la cultura in movimento

Il nuovo Piemonte Economy restituisce l’immagine di una regione che non considera l’identità come un patrimonio statico, ma come una risorsa viva da rinnovare attraverso competenze, reti e progettualità condivise. Musei, festival, produzioni cinematografiche, paesaggi rurali, imprese e università diventano parti di un unico ecosistema, capace di rafforzare l’attrattività e la competitività del territorio.

Sotto il coordinamento editoriale di Cristina Seymandi, la testata consolida così il proprio ruolo di luogo di confronto tra i protagonisti dell’economia piemontese, raccontando le trasformazioni in corso e le prospettive di una regione che sceglie di mettere la cultura in movimento.

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Immagine di La Redazione
La Redazione

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