Il Piemonte sui mercati globali: strategia e finanza innovativa al centro dell’agenda 2026
Mercati prioritari per il 2026, strumenti finanziari innovativi e riordino della normativa sulla cooperazione: le linee strategiche della Regione Piemonte per rafforzare competitività, patrimonializzazione e crescita coordinata del sistema produttivo.
Nel 2026 il Piemonte punta a rafforzare la propria proiezione internazionale, a diversificare gli strumenti finanziari per le Pmi e a consolidare il ruolo della cooperazione come leva di sviluppo territoriale. Una strategia che integra politiche industriali, finanza innovativa e coesione sociale, con una regia pubblica orientata alla crescita strutturale e alla competitività di lungo periodo.
Abbiamo intervistato l’assessore Andrea Tronzano, con delega a Bilancio, finanze e programmazione economica e finanziaria; Sviluppo delle attività produttive, industria, artigianato, Pmi e imprese cooperative; Internazionalizzazione e attrazione investimenti, per approfondire priorità, strumenti operativi e prospettive della Regione a sostegno del sistema produttivo piemontese.
Assessore Tronzano, quali sono i mercati prioritari per il 2026 e come cambierà operativamente la gestione delle missioni internazionali per garantire una reale crescita coordinata tra istituzioni e sistema impresa?

«Nel 2026 lavoreremo per rafforzare la presenza delle imprese piemontesi nei mercati a domanda più dinamica: Nord America, principali economie europee e aree ad alta crescita in Medio Oriente e Asia. Daremo priorità alle filiere in cui il Piemonte esprime una competitività consolidata – meccatronica, automotive e mobilità, aerospazio, agroalimentare di qualità, ICT – con l’obiettivo di generare partnership strategiche, acquisire nuovi clienti e favorire l’accesso alle catene globali del valore.
Il cambio di passo riguarda il metodo: continuità e consolidamento. Nel 2026 proporremo missioni di sistema – in Paesi come Canada, Corea del Sud o India – per presentarci come territorio coeso e competitivo, rafforzare relazioni già avviate e aprire nuove collaborazioni, accompagnando le imprese con azioni di follow-up mirate. Partirà inoltre il nuovo ciclo dei PIF, finanziati dal PR FESR 2021-2027 con una dotazione di 27,17 milioni di euro. Missioni, fiere e incontri B2B accompagneranno le imprese prima e dopo il confronto con i partner esteri. Il punto decisivo resta la crescita coordinata: regia pubblica, strumenti tecnici condivisi con Ceipiemonte e Finpiemonte, coinvolgimento strutturato del sistema economico e attenzione costante ai risultati e alle ricadute sui territori».
In che modo lo strumento del Basket Bond sta evolvendo per permettere alle Pmi piemontesi di superare la dipendenza dal credito bancario tradizionale e accelerare i processi di digitalizzazione?
«Il messaggio è chiaro: più finanza per la crescita e più opzioni accanto al credito bancario. Nel 2026, con Finpiemonte, abbiamo attivato un percorso per acquisire proposte di operazioni di basket bond territoriale a supporto di Pmi e Midcap piemontesi, indicando come obiettivo l’attivazione entro la fine dell’anno e la costruzione di un portafoglio complessivo almeno pari a 50 milioni di euro. Si tratta di una direzione che consente alle imprese di fare massa critica e di avvicinarsi in modo ordinato al mercato dei capitali.
La visione, in chiave prudente ma strategica, è collegare questi strumenti a piani industriali solidi e trasformativi: digitalizzazione dei processi, automazione, cybersecurity, sviluppo di nuovi prodotti e investimenti capaci di incrementare produttività e competitività. Inoltre, la presenza di strumenti nazionali di garanzia per i basket bond contribuisce a rendere più accessibile questo canale. Il ruolo pubblico è creare condizioni favorevoli, accompagnamento tecnico e credibilità istituzionale, affinché l’innovazione finanziaria si traduca in innovazione produttiva e organizzativa».
Riguardo al nuovo Testo Unico sulla cooperazione, quali saranno i principali interventi strutturali per rafforzare il capitale sociale delle cooperative piemontesi attraverso i nuovi strumenti finanziari dedicati?
«La cooperazione rappresenta un pilastro economico e sociale del Piemonte e deve essere sostenuta con strumenti moderni e stabili. Esiste già un impianto regionale di riferimento – la L.R. 23/2004, con un programma di interventi approvato dalla Giunta nel 2022 – che costituisce una base solida su cui costruire un ulteriore rafforzamento della patrimonializzazione e della capacità di investimento. Manteniamo un’attenzione specifica alle cooperative sociali, normate dalla L.R. 18/94, così come alle cooperative di comunità, disciplinate dalla L.R. 13 del 2021 e dai relativi provvedimenti attuativi. Si tratta di strumenti coerenti con una strategia che valorizza la coesione territoriale e la tenuta dei servizi essenziali.
Nella prospettiva di un riordino organico, intendiamo favorire percorsi e strumenti capaci di sostenere la capitalizzazione, la crescita dimensionale e la stabilità delle cooperative, promuovendo piani di sviluppo, aggregazioni e reti, ricambio generazionale e nuova imprenditorialità. L’obiettivo politico è mettere la cooperazione nelle condizioni di investire in tecnologia e competenze, preservando l’identità mutualistica e rafforzando l’impatto sociale sui territori»




