Torna a crescere il tessuto imprenditoriale torinese dopo due anni di contrazione, soprattutto grazie ai servizi
Stabile il turismo, in calo gli altri settori. Migliora il tasso di sopravvivenza a tre anni dall’apertura: 69,5%. Sempre in aumento le imprese di stranieri, in lieve ripresa le femminili. In Camera di commercio servizi gratuiti e consulenze per chi vuole mettersi in proprio.
Presentati questa mattina a Palazzo Birago i dati relativi alla natimortalità imprenditoriale torinese nell’anno appena trascorso e i servizi che l’ente camerale mette a disposizione per aspiranti imprenditori e imprenditrici.
Come commentato da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino: “ Il 2025 si è chiuso con un miglioramento complessivo del quadro imprenditoriale torinese, con un tasso di crescita pari +0,60%, terzo valore più elevato degli ultimi dieci anni. Si consolida poi la struttura del tessuto economico: negli ultimi dieci anni la crescita è stata maggiore tra le imprese con più addetti e le società di capitale sono passate da 17,8% a 24,6%. Si conferma la crescita dei servizi alle imprese e alle persone, stabile il turismo. Numerosi i nostri servizi, gratuiti e personalizzati, per chi desidera aprire un’attività”.
Le imprese torinesi nel 2025
Dopo un biennio di calo, nel 2025 il tessuto imprenditoriale torinese si attesta a 221.224 unità: il saldo tra nuove aperture (12.645) e cessazioni (11.328) è ampiamente positivo ( +1.317 ), il terzo miglior risultato dell’ultimo decennio, preceduto solo dai valori del biennio 2021-2022. Nonostante questo, il 2025 è ancora lontano dai valori raggiunti nel 2015, quando si contavano oltre 225.000 imprese: la variazione della consistenza in questi 10 anni è pertanto negativa (-1,7% rispetto al 2015) con andamenti opposti tra il territorio di Torino città – in cui le imprese sono cresciute del +0,8% – e il resto della provincia, dove la flessione ha raggiunto il -4%. A crescere particolarmente nell’ultimo decennio sono le imprese più grandi (+10,7% per le imprese con oltre 249 addetti).
Fonte: elaborazioni Camera di commercio di Torino su dati InfoCamere
Il tasso di crescita 2025 si attesta a +0,60%,a cavallo fra quello piemontese (+0,29%) e quello nazionale (+0,96%). L’Italia, in particolare, registra uno dei più alti tassi dell’ultimo decennio grazie alla dinamicità delle principali città metropolitane, Roma e Milano fra tutte.
Natura giuridica
Il tessuto imprenditoriale resta composto in prevalenza da imprese individuali, quasi il 54% del totale (118.211 unità). Per importanza seguono le società di capitale (il 24,6%) che registrano nell’anno il tasso di crescita più consistente (+3,94%).
Tasso di sopravvivenza
Dopo la contrazione del 2024, nel 2025 il tasso di sopravvivenza medio, calcolato a distanza di 3 anni dall’iscrizione, ha ripreso a crescere, passando da 68,4% al 69,5%. A livello settoriale, è l’agricoltura a manifestare la maggiore resilienza, mentre il tasso di sopravvivenza più debole si presenta nel settore del commercio.
Fonte: elaborazioni della Camera di commercio di Torino su dati InfoCamere
Confronto tra comuni
Nel 2025 Torino città ha presentato un tasso di crescita del +1,06% mentre tra i primi dieci comuni per consistenza imprenditoriale solo Ivrea ha evidenziato una dinamica negativa (-0,56%).
Tassi di crescita nei primi dieci comuni. Anno 2025
Fonte: elaborazioni della Camera di commercio di Torino su dati InfoCamere
Andamento dei settori nel 2025
Guardando la dinamica dei diversi settori economici, anche nel 2025 il primo comparto si conferma quello dei servizi alle imprese, che vale il 27,4%, seguito dal commercio (il 23,2%) che prosegue invece il periodo di contrazione. In calo anche industria e agricoltura, in lieve contrazione le costruzioni, stabile il turismo. Bene i servizi alla persona.
Aggiungendo i dati relativi alle localizzazioni di impresa (sedi più unità locali) e agli addetti, l’analisi si completa. In particolare, se si considera il complesso delle localizzazioni, i servizi alle imprese e il commercio restano i primi due settori per numerosità. Se invece si guardano gli addetti delle localizzazioni i servizi alle imprese mantengono il primato, con il 31,8% degli occupati, ma al secondo posto si colloca l’industria con il 23,6% degli addetti. Il commercio scende al terzo posto con il 16,5% degli occupati.
Servizi prevalentemente orientati alle imprese (60.518 imprese, il 27,4%; +1,6%)
È il primo settore per consistenza, a fine 2025 conta 60.518 attività (il 27,4% del totale), l’1,6% in più rispetto a un anno prima.
La dinamica registrata beneficia di un incremento di tutti i comparti, ad eccezione delle attività di trasporto e magazzinaggio, che registrano un calo del -1,2%.
Le attività immobiliari che rappresentano oltre il 30% dei servizi alle imprese (18.588 unità) aumentano la loro consistenza del +0,6%: al loro interno, cresce sia la mediazione immobiliare, sia l’affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing, segmento connesso indirettamente alla dinamica positiva dell’accoglienza turistica.
Le attività professionali, scientifiche e tecniche rappresentano la seconda categoria per numerosità, con 12.244 imprese e in aumento del +2,1%. Al loro interno crescono le attività di direzione aziendale e consulenza gestionale e quella di agenzie pubblicitarie e attività di ricerche di mercato. Crescono anche le attività di design specializzate (1.463, +1,1%), così come quelle fotografiche (504, +1,8%).
Nell’insieme delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (il 17,5%, +2,0%), aumentano agenzie viaggi, tour operator e servizi di prenotazione. Fra i servizi di supporto, aumenta il numero di attività di pulizia e l’organizzazione di convegni e fiere.
Fra le 6.964 attività finanziarie e assicurative (l’11,5%, +5,7%), spicca l’incremento dei promotori e mediatori finanziari, mentre fra i servizi di informazione e comunicazione prosegue la crescita delle attività di consulenza informatica e produzione software e così anche il numero di attività di produzione cinematografica e televisiva.
Commercio (51.287 imprese, il 23,2%; -1,1%)
Il settore del commercio nel corso del 2025 ha visto diminuire del -1,1% lo stock di imprese al suo interno. Il primo insieme a incidere su questa dinamica è sicuramente il commercio al dettaglio, che rappresenta la metà circa delle imprese e che registra una contrazione del -1,6%. Tuttavia, anche gli intermediari del commercio (il 19,8%, -1,7%) e il commercio all’ingrosso (il 13,4%, -2,6%) vedono diminuire il numero di imprese registrate. Solo il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli si mantengono stabili, con un peso di poco inferiore al 17%.
Nell’ambito del commercio al dettaglio, resta stabile la presenza di esercizi non specializzati (2.411 tra mini, super e ipermercati), mentre si registra una dinamica negativa di tutte le attività di commercio di prodotti alimentari : in particolare segnano una contrazione macellerie (767 imprese, -5,7%) e negozi di frutta e verdura (377, -6,2%); a seguire la riduzione di negozi di bevande (167, -2,9%) e panetterie e confetterie (318 attività, -1,2%). Il commercio non alimentare cala complessivamente del -2%. La diminuzione riguarda principalmente la vendita di abbigliamento e calzature (2.330, -3,4%), i prodotti culturali e ricreativi (1.388 imprese, -2,5%) e i prodotti per la casa come tessili, mobili e articoli igienico-sanitari (2.236, -1,8%). Al contrario, cresce il numero di attività di vendita di apparecchiature informatiche, audio, video, telefonia, e quello di profumerie ed erboristerie. Stabili farmacie/parafarmacie e i negozi di apparecchi ortopedici e medicali.
Costruzioni (34.909 imprese, il 15,8% -0,2%)
Siamo al secondo anno di lieve calo. Non vi sono cambiamenti significativi all’interno della composizione imprenditoriale del settore, se non una riduzione del -0,7% delle imprese operanti nella costruzione di edifici (il 21,1%), bilanciata da un lieve aumento delle attività di ingegneria civile (+0,3%, poco meno dell’1%). Anche i lavori di costruzione specializzati, che rappresentano il 78% del comparto, si mantengono di fatto stabili (-0,1%), benché al loro interno si registrino dinamiche differenti: sono in crescita le attività di demolizione e preparazione del cantiere, la posa in opera di infissi e la tinteggiatura e posa in opera di vetri. Calano tutte le altre, in particolare l’installazione di impianti elettrici e idraulici e il rivestimento di pavimenti e muri.
Industria manifatturiera (19.023 imprese, l’8,6%; -1,3%)
Con una dinamica che conferma quanto già rilevato nel biennio precedente, lo stock di imprese manifatturiere registra un nuovo calo (-1,3%) passando da 19.268 a 19.023 unità. Tuttavia, a differenza del 2024, i comparti che registrano un andamento positivo sono aumentati: mezzi di trasporto (il 3,4%, +3,8%), con la fabbricazione di carrozzerie, ma anche di parti e accessori auto e soprattutto di aeromobili e veicoli spaziali, e le attività di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (l’8,8%, +2,0%). Ad esse si aggiungono le industrie alimentari e bevande (il 9,3%, +0,3%) che, dopo il calo registrato l’anno prima, rilevano una lieve ripresa grazie a comparti come la produzione di pane e pasticceria e la produzione di estratti e succhi di carne. Significativa anche la crescita del settore della fornitura di energia elettrica e gas che, a seguito del processo di liberalizzazione del mercato, solo nell’ultimo anno ha visto crescere le imprese del +8,5% (500 totali).
Il resto dei comparti manifatturieri subisce un calo significativo. La meccanica e la gomma-plastica segnano la contrazione più importante, rispettivamente pari al -3,8% e al -3,2%. A seguire, le industrie dei prodotti chimici e farmaceutici (-2,8%; l’1,3%) e quelle del legno, prodotti in legno e mobili (-2,7%; il 7,7%). In calo anche il settore del tessile, abbigliamento e pelle (-2,6%, l’8,2%) e quello dell’elettronica, apparecchiature elettriche ed ottiche (-2,5%, il 5,3%). Anche la metallurgia, primo settore per consistenza (il 27,3%), registra un nuovo calo (-2,4%). Più contenuta, infine, la riduzione per le imprese di carta, stampa e supporti registrati (-1,0%; il 4,3%).
Istruzione, sanità e altri servizi pubblici, sociali e personali (17.569 imprese, il 7,9%; +1,2%)
L’ampio insieme dei servizi alla persona si compone di 17.569 imprese e cresce del +1,2% nel corso del 2025. Il settore è composito e l’andamento al suo interno diversificato.
La crescita è trainata da parrucchieri e trattamenti estetici (6.116 imprese, +1,1%), entrambi in aumento, e dalla categoria degli “ altri servizi alla persona ” (3.836, +2,3%) dove compaiono attività di differente natura, dagli studi di tatuaggi e piercing, ai servizi di cura di animali da compagnia, all’organizzazione di feste e cerimonie. In calo invece alcune attività, come lavanderie e tintorie e lo sgombero cantine e solai.
Crescono anche il segmento dell’istruzione e formazione (1.764 imprese, +4,1%), soprattutto grazie alla formazione e all’aggiornamento professionale, quello della sanità (787, +3,1%) e dell’assistenza sociale (853, +0,7%), dove aumenta il numero delle strutture di assistenza residenziale per anziani e disabili.
Nell’ambito delle attività sportive, di intrattenimento e divertimento (1.729 imprese, -0,9%), si registra una tenuta delle attività sportive, ma cala il numero di discoteche. Infine anche l’insieme delle 1.633 attività di riparazioni si riduce del -1,1%: il calo riguarda soprattutto la riparazione di computer e periferiche e la riparazione di prodotti elettronici di consumo audio e video, mentre si assiste ad una crescita modesta di altre attività di riparazione (apparecchiature per le comunicazioni, elettrodomestici e articoli per la casa, articoli sportivi).
Servizi di alloggio e ristorazione (15.248 imprese, il 6,9%; +0,1%)
Stabile lo stock di imprese dei servizi turistici, grazie a una buona crescita delle strutture ricettive (il 6,5% del settore, +4,4%), che compensa la lieve diminuzione delle attività di ristorazione (il 93,5%, -0,2%).
Sul fronte dell’ ospitalità, si conferma il calo delle strutture alberghiere (-1,5%), mentre continuano a crescere affittacamere, bed and breakfast, appartamenti per vacanze (il 2,7%, +12,2%) e anche le “altre strutture ricettive” (lo 0,8%, +4,1%), fra le quali rifugi e campeggi.
Per quanto riguarda le attività di ristorazione, si conferma l’andamento dicotomico registrato da bar e caffetterie su un fronte – che rappresentano poco meno del 35% e che diminuiscono del -1,7% – e dai ristoranti sull’altro, che pesano per oltre il 40% e crescono del +1,1%. Inoltre, registrano una dinamica positiva anche i take-away e la ristorazione ambulante (l’11,9%, +0,7%); al contrario, diminuisce il numero di gelaterie e pasticcerie (il 4,6%, -3,1%).
Agricoltura (11.037 imprese, il 5%; -2%)
Le imprese agricole nell’ultimo anno diminuiscono la loro consistenza del -2%, passando da 11.262 a 11.037. Tale diminuzione riguarda prevalentemente le coltivazioni agricole e la produzione di prodotti animali, che rappresentano la quasi totalità del settore (oltre il 96%) e che calano del -2,1%. In aumento, invece, la coltivazione di alberi da frutta, frutti di bosco e in guscio (335, +1,5%) e l’allevamento di altri bovini (210, +2,5%).
LE COMPONENTI IMPRENDITORIALI [1]
IMPRESE FEMMINILI
A fine 2025 le imprese femminili registrate nella città metropolitana di Torino ammontano a 49.195 unità, con una variazione dello stock del +0,2% rispetto all’anno precedente, in linea con la dinamica dell’intero tessuto imprenditoriale locale.
Nel 2025 il tasso di crescita è tornato positivo, raggiungendo il +0,46%.
Le imprese guidate da donne rappresentano il 22,2% del totale delle attività economiche, in linea sia con la media nazionale, sia con quella piemontese. Nel complesso delle imprese femminili torinesi il 15,6% sono straniere e il 10,3% giovanili. Sono realtà prevalentemente strutturate come imprese individuali (il 62,5% del totale) e si concentrano soprattutto nei servizi alle imprese e nel commercio.
Il profilo delle imprenditrici
Nel 2025 le posizioni imprenditoriali [2] riconducibili a donne sono risultate 103.363, continuando la contrazione di questa componente del tessuto imprenditoriale (-0,5% rispetto al 2024, a fronte del -0,2% di quelle maschili).
Guardando al profilo delle imprenditrici, i dati analizzati nel tempo evidenziano con chiarezza l’invecchiamento del tessuto imprenditoriale anche per la componente femminile: nell’ultimo decennio le imprenditrici under 50 sono calate del 30,6%, a fronte della crescita di quelle con 50 e più anni (+13,4%).
LE IMPRESE GIOVANILI
Al 31.12.2025 le imprese giovanili nella città metropolitana di Torino sono 20.056, con una variazione dello stock del -1,2% (-239 unità) rispetto all’anno precedente. Dato confermato dall’analisi di lungo periodo dove il calo raggiunge il -13,2% (-3.040).
Si tratta principalmente di imprese individuali, che rappresentano l’80,6% del totale, con una buona presenza di società di capitale (il 13%). Il 26% delle imprese giovanili è di origine straniera e una su quattro è a conduzione femminile.
Con riferimento ai settori di attività, il 27,6% delle imprese opera nei servizi alle imprese e il 24,1% nel commercio. I servizi alle imprese rappresentano l’unico comparto in crescita rispetto al 2024 (+5,4%), mentre tutti gli altri registrano significative diminuzioni.
LE IMPRESE STRANIERE
Continua la crescita delle imprese straniere che a fine 2025 risultano 33.672, +2,7% (+871 unità) rispetto al 2024 e +41,7% (+9.914) rispetto al 2015. Il tasso di crescita è positivo pari al +3,24%. L’80,7% delle realtà straniere è una impresa individuale. In forte espansione risultano le imprese di capitale, che nel 2025 hanno fatto registrare un tasso di crescita del +10,6%.
Se si analizzano i settori di attività, le imprese straniere risultano concentrate soprattutto nelle costruzioni (il 32,9%) e nel commercio (il 24,8%). Rilevante anche la presenza nei servizi: quelli alle imprese rappresentano il 14,5%, seguiti da quelli alla persona (il 9,1%) e dalle attività di alloggio e ristorazione (l’8,8%). Più contenuto il peso dell’industria manifatturiera (il 5,4%), mentre il comparto agricolo resta marginale (il 0,7%). Rispetto al 2024, tutti i settori hanno registrato una variazione positiva dello stock, con performance migliori nei servizi alle imprese (+4,9%) e nel turismo (+4,3%).
Il profilo dell’imprenditore straniero
Nel 2025 aumenta anche il numero delle posizioni imprenditoriali straniere [3] che, con 44.252 unità, ha registrato una crescita dello stock del +2,7% rispetto al 2024 e del +34,1% rispetto al 2015, pari in valore assoluto a +1.148 unità e +11.244 cariche.
Analizzando le posizioni imprenditoriali per età, si osserva infatti una forte concentrazione nella fascia 30-49 a nni, che raccoglie il 53,5% del totale (a fronte del 27,8% degli “italiani”). Guardando invece alla nazionalità, i primi cinque Paesi di provenienza sono Romania (il 23,1%), Marocco (il 13,7%), Cina (il 7,2%), Albania (il 5,4%) ed Egitto (il 4,3%): consistenze tutte in crescita rispetto al 2024, con incrementi più marcati tra gli imprenditori albanesi (+6,6%) ed egiziani (+4,6%). Gli imprenditori rumeni e albanesi si confermano maggiormente specializzati nel settore delle costruzioni (rispettivamente il 55,5% e il 45,6% del totale), quelli di origine marocchina sono più presenti nel commercio (il 39,8%), mentre i cinesi nel turismo (il 29,4%) o nel commercio (il 24,8%).
LE IMPRESE ARTIGIANE
Prosegue la flessione dello stock delle imprese artigiane : nel 2025 se ne contano 58.946, con una diminuzione del -0,8% (-469 unità) rispetto all’anno precedente. Pur trattandosi di un calo contenuto, già peraltro evidenziato lo scorso anno, il confronto con il 2015 rafforza il quadro negativo: nell’arco del decennio si è osservata una perdita di -3.938 imprese (-6,3%). La diminuzione rilevata nella consistenza complessiva si riflette anche nel tasso di crescita pari al -0,40%.
Il settore delle costruzioni si conferma il principale ambito delle attività artigiane, con il 43,1% del totale, sebbene in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (-0,9%). Segue l’industria manifatturiera, che rappresenta il 17,7% e ha registrato una flessione più marcata (-2,4%). Mostrano invece lievi segnali di crescita i servizi alle imprese, i servizi alla persona e il commercio, che con il 6,6% del totale, ha segnato l’incremento più sostenuto (+1,2%).
La nuova classificazione ATECO 2025
Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025 che ha comportato alcuni cambiamenti sia da un punto di vista strutturale, con la variazione del numero dei codici utilizzati, sia in relazione ai contenuti, con l’inserimento di nuove tematiche o la modifica di alcuni raggruppamenti. Ad esempio, nella sezione G dedicata al “Commercio all’ingrosso al dettaglio” cambia il criterio di classificazione: il canale di vendita (ad es. in sede fissa, ambulante, via Internet o tramite distributori automatici) non rappresenta più il criterio guida per differenziare le attività economiche, ma prevale una classificazione per tipologia dei prodotti venduti. Nel turismo è previstauna più netta distinzione tra i servizi di alloggio offerti in bed and breakfast da quelli in camere, case e appartamenti per vacanze. Ci saranno nuovi codici legati alla cultura, alle attività svolte da professionisti e più attenzione alle tematiche ambientali e di sostenibilità. Queste modifiche però nei primi tempi potranno rendere più difficili confronti con il passato, non essendo più perfettamente sovrapponibili alcune categorie.
I servizi della Camera di commercio di Torino per le nuove imprese
Il settore Nuove Imprese della Camera di commercio di Torino si occupa di favorire la nascita di attività attraverso un insieme di servizi gratuiti finalizzati ad accompagnare l’aspirante imprenditore dall’idea alla realizzazione del progetto. Tra i servizi operativi nel 2026:
• Impresa informata, il servizio di consulenza integrata per aspiranti imprenditori e imprenditrici, possibile grazie al coinvolgimento delle associazioni datoriali del territorio che, anche quest’anno, mettono a disposizione più di 200 ore di consulenza gratuita sui temi della fiscalità, contrattualistica del lavoro, impresa sociale e approfondimenti tecnici di settore.
• NiLab – elaboriamo le idee, laboratorio pratico per sviluppare l’idea imprenditoriale, dedicato a chi ha già usufruito del servizio di primo orientamento. Tre cicli di sei incontri l’uno. Il primo ciclo si terrà a maggio, i successivi tra ottobre e dicembre.
• Orientamento finanziario, un percorso di formazione on-line gratuito sui temi finanziari e bancari legati all’avvio e alla gestione di nuove attività imprenditoriali; previsti due cicli di 10 ore ognuno, a partire dalla tarda primavera.
Tutte le info su www.to.camcom.it/nuoveimprese




