Mercato del lavoro in Piemonte nel 2025

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Mercato del lavoro: nel 2025 in Piemonte tengono gli occupati, ma il tasso di disoccupazione risale al 6,0% e le previsioni di assunzione per la primavera 2026 risultano in calo

A livello nazionale, il 2025 si è delineato come un anno di consolidamento per il, caratterizzato da un incremento complessivo di 185mila occupati (+0,8% su base annua). La crescita è stata sostenuta esclusivamente dalla componente più stabile dell’occupazione e dai lavoratori autonomi: i dipendenti a tempo indeterminato sono infatti aumentati di 304mila unità e gli indipendenti di 99mila, compensando ampiamente la significativa flessione dei contratti a termine (-218mila).

Parallelamente al rafforzamento della base occupazionale, si è registrata una decisa contrazione sia della platea delle persone in cerca di impiego, diminuita di 88mila unità (-5,3%), sia della popolazione inattiva (-58mila). Grazie a questa dinamica positiva, il tasso di disoccupazione nazionale è sceso al 6,1%.

Il piemontese nel 2025 mostra segnali contrastanti: se da un lato l’occupazione complessiva tiene, dall’altro preoccupano la frenata dell’industria e la risalita della disoccupazione al 6,0%. La nostra sfida prioritaria è abbattere il forte disallineamento tra domanda e offerta, che ostacola quasi la metà delle assunzioni programmate. Dobbiamo investire con urgenza sulle competenze e sui giovani per invertire il calo delle previsioni d’ingresso e trasformare le incertezze del sistema produttivo in un nuovo slancio per l’intero tessuto economico regionale ” commenta il vice presidente di Unioncamere Piemonte, Massimiliano Cipolletta.

Il numero medio di occupati in Piemonte nel 2025 è salito a 1.863mila, con un incremento di circa 9mila unità rispetto al 2024. La compagine maschile rappresenta il 55,0% del totale, mentre quella femminile il 45,0%.

L’incremento settoriale più marcato si è registrato nel commercio e turismo (+6,2%) e nelle costruzioni (+4,1%). Si è mostrata in crescita anche l’agricoltura (+1,3%), mentre ha evidenziato una sostanziale stabilità il comparto degli altri servizi. L’Industria in senso stretto (-3,7%) ha, invece, segnato purtroppo una netta flessione dei livelli occupazionali.

Nel 2025 l’occupazione dipendente è cresciuta dello 0,8%, a fronte di una lieve flessione della componente indipendente (-0,8%). L’espansione ha riguardato esclusivamente il lavoro a tempo pieno (+2,3%), mentre gli occupati a tempo parziale hanno subito una brusca flessione (-9,7%).

Sotto il profilo del titolo di studio, sono stati gli occupati con diploma a segnare l’incremento più significativo (+2,3%), seguiti dai laureati (+0,3%), mentre i titoli meno qualificati sono calati del 2,7%.

Nel corso del 2025, sul fronte dei disoccupati, a differenza di quanto registrato a livello nazionale, in Piemonte si è registrato un aumento di 13mila unità rispetto al 2024, mentre hanno segnato una diminuzione gli inattivi, il contenitore ’a fisarmonica’ delle non forze di lavoro è calato, infatti, dello 0,8% rispetto al 2024.

Analizzando i tassi, il Piemonte ha visto il proprio tasso di occupazione scendere lievemente al 68,9%, restando comunque superiore alla media nazionale del 62,5%. Il divario di genere regionale si è ridotto a 11,8 punti (74,8% per gli uomini contro 63,0% per le donne), un dato sensibilmente migliore rispetto ai 17,4 punti di gap registrati mediamente in Italia.

Il tasso di disoccupazione regionale è risalito al 6,0% (dal 5,4% del 2024), mantenendosi comunque allineato al dato nazionale del 6,1%.

Anche per quanto concerne il tasso di disoccupazione esiste in Piemonte ancora un evidente scarto di genere, quello maschile nel 2025 si attesta al 5,4% e quello femminile al 6,8%.

Sul fronte della disoccupazione giovanile (15-24 anni), il dato piemontese è salito al 19,3%; pur essendo inferiore al risultato nazionale del 20,6%, tale valore rimane marcatamente superiore alla media europea che si attesta a circa il 15%.

PREVISIONI OCCUPAZIONALI

Le imprese piemontesi prevedono l’ attivazione di circa 27.490 contratti nel mese di marzo 2026, dato che sale a 83.080 unità estendendo l’orizzonte temporale all’intero trimestre marzo-maggio. Il confronto con l’anno precedente mostra una contrazione dei volumi d’ingresso, con una flessione di 1.780 unità rispetto alle previsioni di marzo 2025 e una diminuzione di oltre 4mila unità nell’arco dell’intero trimestre.

Il contributo regionale alla domanda di lavoro nazionale, stimata complessivamente in 479mila assunzioni, si attesta al 5,7%, mentre a livello ripartizionale il Piemonte assorbe il 21,1% dei 130.200 ingressi previsti nell’area del Nord Ovest.

Tali evidenze emergono dal Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla base delle indagini campionarie condotte tra il 28 gennaio e l’11 febbraio 2026.

Sotto il profilo delle tipologie contrattuali, la domanda di lavoro in Piemonte si concentra prevalentemente sul personale dipendente, che assorbe l’ 81% delle entrate programmate. Seguono i lavoratori in somministrazione con un’incidenza dell’ 11%, mentre quote più marginali sono riservate ai collaboratori ( 2% ) e alle restanti forme di lavoro non alle dipendenze, che rappresentano complessivamente il 6% del totale regionale.

Focalizzando l’analisi sul solo personale dipendente, la domanda di lavoro per il mese di marzo vede una prevalenza dei contratti a termine ( 53% ), seguiti dai rapporti a tempo indeterminato ( 20% ) e dall’ apprendistato ( 6% ). Estendendo lo sguardo all’intero fabbisogno, la componente laureata si attesta al 13% del totale regionale, a fronte di una richiesta che privilegia i profili tecnici e operativi: le qualifiche o i diplomi professionali coprono infatti il 38% delle entrate, seguiti dai diplomi di scuola media superiore ( 25% ) e dal personale con la sola scuola dell’obbligo ( 21% ).

L’analisi dei fabbisogni per il trimestre marzo-maggio 2026 conferma il ruolo trainante del comparto dei servizi che, con 54.280 ingressi programmati, genera il 65,3% della domanda di lavoro complessiva in regione. Segue l’ industria, le cui previsioni si attestano a 24.130 entrate (pari al 29,0% del totale ), mentre il settore primario contribuisce al quadro occupazionale con 4.670 inserimenti, incidendo per il restante 5,6%.

Il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro rimane centrale nelle dinamiche del mercato del lavoro locale, interessando il 46,5% delle assunzioni programmate in Piemonte. Tale incidenza risultasuperiore di oltre un punto percentuale rispetto alla media nazionale (45,3%), evidenziando una criticità territoriale più marcata nel reperimento delle figure professionali necessarie. Il mismatch è riconducibile per il 29,3% dei casi alla carenza di candidati, mentre per il 13,3% delle imprese la difficoltà risiede in un’inadeguata preparazione dei profili disponibili rispetto alle competenze richieste.

Annalisa D’Errico

Responsabile Ufficio
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