Assumere la persona sbagliata non è solo una seccatura: è uno degli errori più costosi che un’azienda possa commettere. Eppure molte PMI continuano a considerare il recruiting come un’attività secondaria, da sbrigare in fretta, magari con annunci generici e colloqui lampo.
Il problema è che quando una nuova assunzione si rivela un fallimento, il danno non si limita allo stipendio perso. Parliamo di tempo, energia, clima aziendale, reputazione e clienti insoddisfatti.
In questo articolo vedremo:
- quali sono i veri costi di un’assunzione sbagliata
- perché accade così spesso
- e come prevenirla con un approccio più strategico al recruiting
Quanto costa davvero una cattiva assunzione?
Stimare il costo esatto varia da settore a settore, ma secondo uno studio di CareerBuilder il costo medio di una cattiva assunzione può superare i 15.000 euro per posizione in Italia. Ecco perché:
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Voce di costo |
Impatto economico |
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Tempo del team |
Ore spese per onboarding, formazione e gestione della crisi |
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Perdita di produttività |
La persona sbagliata rallenta tutto il team, crea colli di bottiglia |
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Errore nella delivery |
Errori con clienti, progetti in ritardo, standard non rispettati |
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Abbandono di altri dipendenti |
Un collega tossico o inadeguato può causare malumori e turnover |
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Nuovo processo di selezione |
Bisogna ripartire da zero: nuovo annuncio, nuovi colloqui, nuovo onboarding |
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Danni reputazionali |
Sia verso l’esterno (clienti/fornitori) sia verso altri potenziali candidati |
Nelle PMI, dove ogni risorsa ha un peso maggiore, l’impatto si moltiplica: basta una sola assunzione errata per destabilizzare un intero reparto.
Perché succede?
Ci sono diversi motivi per cui si finisce per assumere la persona sbagliata. Tra i più comuni:
- Processi di selezione affrettati
Ci serve subito qualcuno: si agisce di fretta, senza valutazioni approfondite - Annunci generici o poco trasparenti
Non attirano i profili giusti, generano aspettative sbagliate - Focus solo sulle hard skill
Si ignorano attitudine, valori, compatibilità con il team - Mancanza di strumenti di valutazione
Nessun test, nessuna simulazione, solo “impressioni a caldo” - Pressioni interne
A volte si assume “perché serve”, ma non si valuta bene il fit
Investire nel recruiting: un risparmio (non una spesa)
Spesso le PMI vedono il recruiting professionale come un costo superfluo. In realtà investire nella selezione è una forma di risparmio. Ecco perché:
✅ Migliora la qualità dei candidati
Annunci più mirati e strumenti di screening selezionano meglio e più in fretta
✅ Riduce il turnover
Chi entra ed è davvero allineato con il ruolo e l’azienda, resta più a lungo
✅ Protegge il clima aziendale
Team armoniosi sono più produttivi, stabili e coinvolti
✅ Riduce i costi occulti
Meno tempo sprecato, meno errori operativi, meno formazione ripetuta
Come prevenire una cattiva assunzione
Fermarsi un attimo prima di assumere può evitare mesi di problemi dopo; ecco alcune buone pratiche concrete:
- definire bene il profilo: hard e soft skill, responsabilità, livello di autonomia
- scrivere annunci precisi e mirati: per attrarre i candidati giusti
- utilizzare griglie di valutazione: per rendere i colloqui più oggettivi
- coinvolgere chi lavorerà con la nuova risorsa: per valutare la compatibilità
- prevedere un onboarding strutturato: con obiettivi chiari e feedback regolari
- usare strumenti di pre-screening: test tecnici, prove pratiche, roleplay
Assumere bene è un atto strategico. Per una PMI ogni nuova risorsa è un investimento, non solo in termini di stipendio, ma di energia, cultura e direzione futura dell’azienda.
Non ci sono garanzie assolute, ma investire tempo e risorse nel processo di selezione abbatte il rischio di errori costosi e costruisce basi più solide per la crescita.
Perché scegliere la persona giusta non è questione di fortuna: è questione di metodo.




