Progetto CERTo: Comunità Energetiche Rinnovabili

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Progetto CERTo: Comunità Energetiche Rinnovabili per il torinese: fronteggiare le spese imposte dalla crisi energetica e facilitare processi di transizione

 

Presentato presso la Camera di commercio di Torino il progetto CERTo, finalizzato a definire un modello sperimentale di CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), con l’ambizione di attivare un processo di aggregazione a livello locale per favorire le imprese e i cittadini, creando valore attraverso l’innovazione nel modo di produrre, consumare e gestire l’energia.

Questa è una prima concreta ricaduta dei tavoli di lavoro che abbiamo promosso in fase di emergenza energetica – spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Ora si tratta di passare da quella fase emergenziale a quella costruttiva, con una gestione condivisa delle necessità che coinvolga tutti i soggetti del territorio, a partire dalle imprese, che possono avere un ruolo non solo nell’acquisto aggregato di energia, ma anche nella sua produzione e offerta, nonché nella sfida della transizione”.

Per Sergio Olivero, dell’Energy Center del Politecnico di Torino, “Le Comunità di Energia Rinnovabile (CER) sono uno strumento capace di creare valore attraverso i processi di transizione energetica: fondamentale è pertanto definire modelli di governance innovativi, capaci di redistribuire tale valore sul territorio con logiche mutualistiche, inclusive e solidali”.

La situazione

Le imprese torinesi localizzate in area urbana devono gestire un aumento rilevante delle bollette termiche ed elettriche, ma molto spesso non dispongono di superfici sufficienti all’installazione di impianti fotovoltaici, in grado di produrre l’energia elettrica necessaria a coprire le esigenze di autoconsumo. In questo panorama, le associazioni di categoria possono intervenire a costruire una domanda aggregata di energia elettrica e collaborare al coordinamento degli interventi di rinnovamento urbano.

Le imprese torinesi localizzate in area periferica o nei pressi di aree industriali dismesse, invece, possono disporre di superfici sufficienti all’installazione di impianti fotovoltaici, in grado di produrre l’energia elettrica necessaria a coprire le proprie esigenze di autoconsumo fisico e i carichi elettrici espressi dalle imprese che invece non hanno spazio adeguato. Anche in questo caso possono intervenire le associazioni di categoria, costruendo, attraverso le proprie associate, un’offerta aggregata sia di superfici su cui installare sia di energia elettrica da distribuire.

Piemonte Economy - Progetto CERTo: Comunità Energetiche Rinnovabili

La strategia di CERTo

Tra aprile e maggio di quest’anno è stata avviata una prima mappatura di attività economiche, cui hanno risposto 110 imprese del territorio, finalizzata a individuare due cosiddetti Contesti Catalizzatori Territoriali (COCAT), uno nell’area urbana e l’altro nell’area metropolitana. La scelta è caduta sui territori afferenti le due cabine primarie “Monterosa” e “Canavese”, con una iniziale manifestazione d’interesse, ad oggi, da parte di 12 imprese all’interno della prima cabina e di 6 nella seconda, in corso di ampliamento.

Tali localizzazioni nascono da un’analisi approfondita su:

–   consumi energetici di un gruppo di imprese e sulla disponibilità di superfici utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici

–   l’utilizzo della geolocalizzazione per identificare con precisione le imprese che hanno manifestato interesse

–   l’identificazione delle cabine primarie con maggior densità di imprese e più elevato potenziale per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Prossime attività

Nell’ambito dei COCAT individuati, le prossime fasi saranno finalizzate a:

• il proseguimento del processo di acquisizione e di affinamento dei dati

• l’aggregazione di soci prosumerproduttori consumatori, tramite azioni di sensibilizzazione direttaincontrimomenti relazionaliworkshop e webinar con l’obiettivo di coinvolgere compagini di aziende i cui profili di carico e generazione (impianti nuovi) consentano di raggiungere un livello ottimale di autoconsumo

• l’analisi preliminare dei possibili modelli di business e dei modelli di governance (status giuridico, statuti) delle CER

• lo sviluppo di un modello di business e della struttura societaria di un soggetto giuridico (CET – Comunità Energetica del Territorio) destinato ad assicurare il management integrato delle CER, costituire una capacità di gestione integrata di CER a livello di area urbana e metropolitana con l’obiettivo di lasciare a cittadini e imprese il valore generato dalle CER.

Il progetto CERTo non si limita a studi di fattibilità, ma mira a facilitare la costruzione della capacità di gestione integrata delle CER a livello territoriale, volta a massimizzare la creazione di valore economico, ambientale e sociale. Tra gli obiettivi, creare un ecosistema territoriale attrattivo per investitori pubblici e privati, definire nuovi modelli di business sostenibili su scala urbana, creare sinergie fra le Comunità di Energia Rinnovabile e la mobilità elettrica, rendendo disponibile energia “verde” per la ricarica con una logica di totale circolarità, contribuendo a rendere Torino una “energy driven smart city”.

Il gruppo di lavoro

Il progetto CERTo ha preso avvio dall’azione promossa dalla Camera di commercio di Torino con il coinvolgimento delle associazioni di categoria locali, che ha visto nell’autunno 2022 la creazione di cinque gruppi di lavoro in materia emergenza energetica, fra i quali uno specificatamente dedicato al tema delle comunità energetiche.

Il progetto CERTo è realizzato con il supporto tecnico-scientifico dell’Energy Center del Politecnico di Torino, della Fondazione Links e del Consorzio UNIVER, nell’ambito del programma n.1 (“La sostenibilità ambientale: transizione energetica”) previsto nel Fondo di Perequazione 2021 – 2022.

Partecipano al progetto, oltre alle associazioni datoriali del territorio (API Torino, ASCOM Confcommercio Torino e Provincia, Casartigiani, Compagnia delle Opere del Piemonte, CIA Agricoltori delle Alpi, Coldiretti Torino, Confagricoltura Torino, Collegio Costruttori Edili – ANCE Torino, Confartigianato Torino, CNA – Associazione della Città Metropolitana di Torino, Confcooperative Piemonte Nord, Confesercenti di Torino e Provincia.

Ma anche Confindustria Canavese, Federalberghi Torino, Legacoop Piemonte, Unione Industriali Torino) anche ordini professionali, tra cui l’Ordine degli Avvocati di Torino, il Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Torino e Pinerolo, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, e l’Ordine dei Periti Industriali delle province di Alessandria – Asti – Torino.

Le comunità energetiche in Italia

Dall’ultima relazione trimestrale su “Energia e clima in Italia” del GSE (Gestore Servizi Energetici), negli ultimi due anni si è assistito ad un aumento delle configurazioni di autoconsumo collettivo (AC) e delle comunità energetiche (CER) in esercizio. Complessivamente al 31/12/2022 risultano 46 configurazioni di AC e 21 di CER, per un totale di 67 configurazioni, in conformità all’Art. 42bis del Decreto Milleproroghe 2020, che recepisce in modo sperimentale la Direttiva RED-II.

Il Piemonte risulta la seconda regione, dopo il Veneto e a parità con il Trentino, per configurazioni di AC/CER autorizzate (11 in totale) a fine 2022. Adesso si deve passare a CER “di cabina primaria”, mobilizzando investimenti e definendo modelli di governance efficaci.

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