L’export cresce ancora e tocca i 50 miliardi di euro nel 2021

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Nel 2021 si è registrato un forte rimbalzo dell’economia mondiale che ha coinvolto anche il commercio internazionale, cresciuto così intensamente dopo la pandemia da creare colli di bottiglia e carenze di container. La forte ripresa degli scambi commerciali, tuttavia, va letta anche alla luce del fatto che il confronto viene effettuato con il 2020, un anno di lockdown localizzati globali.

Il 2021 si è chiuso nel complesso con una forte crescita dell’export nazionale (+18,2%) che ha interessato tutte le regioni, a eccezione della Basilicata, ed è stata determinata per circa tre quarti dall’aumento delle vendite all’estero – in particolare verso i mercati Ue – delle ripartizioni del Nord. Nel 2021 il valore delle esportazioni piemontesi si è attestato sui 49,6 miliardi di euro, registrando una crescita del 20,6% rispetto al 2021 e del +5,7% rispetto al 2019.

Valutando le singole performance trimestrali, si rileva come l’incremento del valore delle vendite all’estero sia derivato soprattutto da una dinamica fortemente positiva segnata nel II e nel III trimestre dell’anno, seguita da una ripresa meno intensa nel periodo ottobre-dicembre 2021.

Sul fronte delle importazioni, il 2021 ha registrato un’espansione del 25,7% rispetto all’anno precedente: il valore dell’import piemontese di merci è salito a 35,1 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 14,5 miliardi di euro, permane, dunque, di segno positivo, in aumento  di circa 1,4 miliardi rispetto all’anno precedente, quando si attestava a 13,1 miliardi.

Il risultato positivo evidenziato dal Piemonte nel corso del 2021 è stato migliore rispetto a quello medio nazionale. Le esportazioni italiane hanno, infatti, registrato un incremento del 18,2% rispetto all’anno precedente.

“Le nostre merci hanno mantenuto la loro capacità di approdare sui mercati esteri. Ma la nostra economia e il nostro export sono inevitabilmente legati agli eventi internazionali a cui stiamo assistendo: la crisi geopolitica sta portando al rialzo i prezzi delle materie energetiche e alimentari e creando disequilibri e difficoltà anche nel reperimento di beni intermedi. Le imprese hanno bisogno di sostegni immediati e di politiche efficaci per contrastare il ‘caro energia’ e poter scongiurare il fermo di alcune produzioni” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

L’aumento delle esportazioni è risultato molto marcato per le Isole (+46,4%), intorno alla media nazionale per il Nord-ovest (+19,2%) e il Nord-est (+18,0%), più contenuto per il Centro (+15,3%) e soprattutto, per il Sud (+6,6%). Nel complesso del 2021, tutte le regioni italiane, ad eccezione della Basilicata (-14,7%), hanno registrato incrementi dell’export: i più intensi sono stati quelli della Sardegna (+63,4%) e della Sicilia (+38,8%); i più contenuti quelli di Puglia (+4,9%) e Abruzzo (+5,0%).

Le performance positive di quattro regioni – Lombardia (+19,1%), Emilia Romagna (+16,9%), Veneto (+16,7%) e Piemonte (+20,6%) – hanno contribuito per 11,6 punti percentuali all’aumento  complessivo dell’export nazionale.

Grazie alla crescita a doppia cifra delle vendite oltre confine, il Piemonte si è confermato anche nel 2021 la quarta regione esportatrice (dopo Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) con una quota del 9,6% delle esportazioni complessive nazionali, dato superiore al 2020 (9,4%) e in diminuzione rispetto agli anni precedenti: 2019 (9,8%), 2018 (10,4%) e 2017 (10,7%). La Toscana (9,2%) segue a solo un decimo di punto di distanza.

Tutti i principali settori export-oriented hanno vissuto un rimbalzo importante nel corso del 2021.

I mezzi di trasporto sono tornati a essere il primo settore per l’export regionale, con una quota pari al 19,5%: registrano una crescita del 32,7% rispetto al 2020 e un incremento del 9,2% sul 2019. Si conferma secondo settore per le vendite oltre confine del Piemonte il comparto meccanico: la variazione registrata si attesta al +16,6% sul 2020 e al +1,3% sul 2019. L’alimentare, con oltre 7 miliardi di merci esportate nel 2021, si attesta in terza posizione, evidenziando dinamiche fortemente positive sia rispetto all’anno precedente (+15,8%) che sul 2019 (+16,6%).

metalli mostrano il rimbalzo più sostenuto, segnando un +35,9% sul 2020, positiva anche la variazione calcolata rispetto alle vendite oltre confine realizzate due anni prima (+16,9%). La gomma plastica, che incide sul totale export piemontese per il 7,2%, cresce del 13,7% e mostra un incremento sul 2019 più modesto (+1,3%). Il comparto tessile è l’unico che, pur incrementando il proprio export del 5,0% sul 2020, non recupera ancora in termini di valore esportato quanto perso durante la pandemia, segnando ancora una contrazione del 2021 sul 2019 del 15%.

Concentrando l’attenzione sul comparto dei mezzi di trasporto emerge come l’incremento evidenziato nel 2021 rispetto al 2020 sia stato particolarmente intenso per le automobili (+49,3%), i prodotti dell’aerospazio (+45,1%) e i componenti autoveicolari (+22,7%); ancora in sofferenza la nautica (-15,%).

Analizzando le destinazioni delle vendite piemontesi all’estero, si osserva come il principale bacino di riferimento risulti – anche nel 2021 – l’Ue 27, verso cui è diretto il 55,9% dell’export regionale, contro il 45,1% destinato ai mercati extra-Ue 27.

La performance dell’export piemontese verso i mercati comunitari è risultata complessivamente positiva sia rispetto al 2020 (+19,1%) che rispetto al 2019 (+5,5%). Il risultato è dovuto principalmente al trend registrato dalle esportazioni piemontesi verso la Germania (+22,1%), primo mercato per le vendite all’estero della regione. Una crescita importante (+13,1%) è stata registrata dall’export verso la Francia, secondo mercato di riferimento. Le vendite verso la Spagna hanno segnato un aumento del 20,5%.

Tra i principali mercati extra-Ue 27, incrementi a doppia cifra caratterizzano anche l’export verso il Belgio (+20,9%), i Paesi Bassi (+22,4%) e la Repubblica Ceca (17,7%). Le vendite piemontesi dirette ai Paesi extra-Ue 27 hanno mostrato, nel corso del 2020, un trend maggiormente vivace, registrando un aumento del 22,5% rispetto all’anno precedente, buono anche il dato sul 2019 (+5,9%).

Su questo risultato hanno influito pesantemente le dinamiche evidenziate verso il mercato statunitense (+21,9%) e quello britannico (+18,3%). Intensa anche la crescita verso la Cina (+23,9%), il Brasile (+50,3%) e la Russia (+28,3%). Nei confronti con il 2019 pesano i cali evidenziati ancora da Regno Unito (-2,3%) e Svizzera (-20,9%).

A livello provinciale il 41,6% dell’export regionale è generato dalle imprese di Torino, seguono quelle cuneesi con il 18,4%, le aziende di Alessandria e Novara con rispettivamente il 12,1% e il 10,8%. Un peso inferiore ai 10 punti percentuali appartiene alle altre realtà provinciali. In termini di dinamica sul 2020 le crescite maggiori contraddistinguono Verbania, Asti e Torino. Biella risulta invece l’unico territorio che, a causa della specializzazione tessile, non è ancora riuscito a recuperare quanto perso in fase pandemica.

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